Nat Scammacca
Nat Scammacca nato a Brooklyn nel 1924, ha partecipato alla Il guerra mondiale come ufficiale pilota in Cina, India e Birmania insieme al fratello gemello Saverio.
Alla fine della guerra, decise di scoprire le sue origini siciliane e dopo brevi soggiorni a Parigi e Barcellona, studiò l'Italiano presso l'Università per Stranieri di Perugia. Nel 1965 si stabilì in Sicilia a Trapani per rimanerci, con la moglie Nina e le figlie Glenn e Arleen e con i nipoti Elena e Nadir


Nat Scammacca è uno di quegli artisti, di quegli intellet­tuali siciliani, che pochi anni fa insorsero contro gli usi e costu­mi clientelari della cultura del nord chiamandosi in una loro fervida, spregiudicata rivista antigruppo. Sempre con le vali­gie pronte, magari legate con uno spago, per attraversare lo Stretto, invadere il continente e in qualche Congresso dire la verità tutta la verità nient'altro che la verità.Ma non è facile arrivare in fondo alle proprie vocazioni collettive in un paese condizionato nelle sue pieghe piú recon­dite da una civiltà sapientemente, se non proprio accademica­mente, individualista. Questi giovani, pertanto, lo avrete capi­to, sono rimasti là, sempre più arroccati sui loro singoli lavori, le cui fiammate liriche ogni tanto si vedono fin da quassù.Una volta li andai a trovare e passammo due giorni felici in mezzo ai progetti, ai templi, alle saline trapanesi. Poi dovetti occuparmi del mio corpo, finché un giorno (nel '71?) Scam­macca mi mandò un suo dattiloscritto, un romanzo vero e proprio. Mi sembrò che avrebbe dovuto piacere anche agli editori milanesi, perché rispecchiava un problema abbastan­za nuovo, quello di un italo-americano (anche nel nome, co­m'è il nostro Nat), conteso tra le due patrie. Il libro era fin da allora pieno di andirivieni, di traversate, di passioni, alla ricerca di un terzo luogo dove definirsi finalmente nel fisico, nei senti­menti, nei concetti per starci, se oggi è possibile, un po' più in pace.Ora, all'improvviso, in questo 1978, il mio amico mi fa sa­pere che sta per dare alle stampe Due Mondi, e allora mi ricor­do la vecchia promessa di testimoniargli la mia stima specifica con una pagina di prefazione. Essa spetta sia all'isolano che al metropolitano qui congiunti, come si sono congiunti, nel suo linguaggio pagato di persona, il poeta a monte e il prosatore a valle

Cesare Zavattini
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DUE MONDI
Romanzo di Nat Scammacca
Prefazione di Cesare Zavattini
Copertina e illustrazioni di Nicolò D'Alessandro
E' STATO DETTO DI LUI:
....Definire Nat Scammacca non è facile :saggista, scrittore, anche critico arguto che va al fondo delle cose.Egli  sostiene  che difficilmente  un Masaniello  conduce in porto  una rivoluzione , come King, dalla piccola e media borghesia . A questo punto , quando si crede di avere  inquadrato  Nat Scammacca in una attività intellettuale  ben definita , il personaggio ci sguscia  fra le dita  e ci ricompare  in veste di poeta.     Di poeta delicatissimo, sensibile, polemico e romantico..... che vive le sue giornate immerso in un perenne bagno di vitalità e affronta la vita col sorriso sulle labra, proprio come il favoloso Yossarian pilota d'aerei nell'isola di Pianosa.........
                                              Mauro De Mauro

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